Recensione Il cambio di suffisso per Pro Evolution Soccer coincide con una serie di interessanti novità dal punto di vista “storico” per la simulazione calcistica di Konami. L'uscita anticipata rispetto alla controparte Giapponese (Winning Eleven), lo sbarco anche su PlayStation 3, la presenza di una concorrenza finalmente adeguata e agguerrita. Il sesto capitolo,, lo scorso anno, non aveva fatto faville in edizione 360, e dopo il nostro test approfondito possiamo anticipare che i problemi sono stati risolti per la maggior parte dal punto di vista del gameplay vero e proprio, ma decisamente meno per quanto riguarda l'online e le opzioni di contorno.
Presentazione e menu Ma andiamo con ordine, dopo il breve filmato introduttivo si viene proiettati verso il menu, abbastanza scarno, che permette di selezionare le varie modalità di gioco esistenti, ancora una volta non figlie della versione PlayStation 2 (della quale potete leggere nel box a parte) ma del già citato precedente capitolo per 360. Si parte con l'esibizione, che inspiegabilmente non permette la disputa di una sessione di soli rigori, con tutte le impostazioni solite per la serie, quali la scelta delle condizioni atmosferiche, delle condizioni dei giocatori, durata della partita, il tipo di pallone e lo stadio, tra i quindici presenti. Oltre alla possibilità di disputare coppe e tornei di fantasia, il fiore all'occhiello rimane la Master League, che invero ha subito solo marginali miglioramenti rispetto al passato, con una gestione leggermente più profonda dei trasferimenti, alcuni tocchi di contorno come le interviste ai calciatori e la scelta iniziale sul cominciare la stagione impersonando squadre reali con o senza giocatori fittizi oppure ancora con una squadra ex novo che è possibile personalizzare in ogni piccolo dettaglio, a partire dal logo fino ad arrivare alla divisa e al tipo di stadio. Rimane quindi un'ottima modalità, ma dubitiamo che venga intrapresa dai vecchi giocatori della serie, in virtù delle poche innovazioni presenti.
Davvero di buona fattura è invece l'editor, che permette di creare i giocatori nei minimi dettagli e diverse decine di parametri legati alle caratteristiche fisiche, alle movenze e perfino alle esultanze, selezionabili da una rosa di ben settantaquattro. In aggiunta a tutte queste opzioni c'è la possibilità di utilizzare l'EyeToy/PlayStation Eye per PS3, la Vision Camera per 360 ed una qualsiasi webcam USB per PC, allo scopo di utilizzare una propria foto da modellare poi attorno al volto del giocatore. L'abbiamo provata personalmente e i risultati sono stati alternati, colpa del gioco o della nostra brutta faccia? Gli obiettivi sono comuni a tutte le versioni del gioco e ovviamente integrati con la gamertag per quanto riguarda la 360, e spaziano dal vincere la prima partita al segnare tre triplette fino a disputare 50 partite online, tutti abbastanza raggiungibili passando diverse ore con il gioco. Molto più scarno è infine l'allenamento, che si limita alla scelta della tipologia di esercizio da affrontare. Il quadro complessivo quindi, anche aggiungendo l'online del quale parleremo più avanti, non è dei più soddisfacenti, per la gran parte immutato rispetto al passato e anzi deficitario di alcune opzioni presenti sulla versione PlayStation 2.
Ma come si gioca? La fama di Pro Evolution Soccer è stata costruita, però, sulla sua simulazione di una partita di calcio, sulle sensazioni che riesce a trasmettere al giocatore, nonché l'estremo divertimento che procura. Scesi in campo molte delle brutte sensazioni che derivavano dallo scorso anno non sono più avvertibili, la versione 2008 del gioco di calcio Konami si gioca che un piacere, con una riproduzione della partita che esplode soprattutto quando a giocare contro sono due avversari umani. I calciatori si sono tolti da dosso quel senso di pesantezza proprio del passato e la risposta dei comandi ha dell'incredibile e non è ancora raggiunta da nessun altro concorrente. Ancora più belle le animazioni, aumentate in numero e sempre credibili, ottime le collisioni e chicche quali le magliette strattonate e così via. Di tutto questo ne beneficia ovviamente la varietà, che si nota soprattutto nelle azioni che è possibile imbastire a ridosso dell'area di rigore oppure nei tipi di goal segnati già dopo poche partite disputate. Un'altra novità risiede nell'introduzione della simulazione, che può essere attivata mediante la pressione dei due dorsali sinistri in aggiunta a quello superiore destro. Il suo uso però è abbastanza difficoltoso in azioni concitate e se non eseguito alla perfezione porta all'ammonizione proprio per simulazione stessa. L'ultimo miglioramento, quello più interessante, è il potenziamento dell'intelligenza artificiale dei giocatori controllati dalla CPU, chiamata qui Teamvision e che, perlomeno a detta degli sviluppatori, permette alla squadra avversaria di adattarsi al giocatore incontrato. Per quanto non abbiamo riscontrato completamente questa caratteristica, la difficoltà, soprattutto ai due livelli più alti, ci è parsa migliore e più calibrata che in passato, con i giocatori avversari decisamente aggressivi e in grado di coprire il campo nella maniera migliore.
Di grafica e sonoro Dei contro però ci sono, e sono tutti rivolti alla velocità di gioco, che è un po' eccessiva e fa pendere l'ago della simulazione troppo verso l'arcade. Soprattutto quando si è al comando dei giocatori più forti e rappresentativi, è possibile sgattaiolare tra due o tre giocatori mediante dribbling fin troppo nervosi e irrealistici, oppure ancora prodigarsi in falcate di 50 metri indisturbati, perlopiù riuscendo a fare cambi di direzione senza essere raggiunti da giocatori avversari. Questo "problema" può essere molto attutito quando a scontrarsi sono due persone molto esperte col gioco, ma di fatto una velocità inferiore avrebbe contribuito a rendere il gioco ancora più realistico e avrebbe eliminato questi fastidiosi difetti. Da qui ci riallacciamo al comparto tecnico, che purtroppo non è di pari livello a quello puramente giocato. Paradossalmente dà il meglio di sè nelle visuali ravvicinate, grazie all'ottima riproduzione dei calciatori e a chicche quali le pieghe sulle magliette, continua ad estasiare grazie alle animazioni, varie e credibili, ma si infrange nella riproduzione degli stadi e dei tifosi, sotto la media, e nelle texture, passabili ma nulla di più. In realtà la più grossa delusione parte dalla versione PlayStation 3, che soffre di evidenti scatti in tutte le visuali ad esclusione di quella di base, figli sicuramente di una scarsa ottimizzazione ma che vanno ad incidere per chi non usa la già citata visuale lontana. Inspiegabili poi, e qui rientrano anche le versioni PC (su computer di fascia media o bassa) e 360, gli scatti durante le scene di ingresso in campo e durante i replay, che vanno a far benedire la bellezza di guardare un'azione appena conclusa e apprezzare tutte le animazioni del caso. La realtà è che, a nostro parere, il motore grafico che muove il gioco è troppo legato a quello della vecchia generazione: andrebbe pesantemente riscritto per non incorrere più negli stessi problemi e proporre finalmente un colpo d'occhio adeguato e in linea con le sensazioni che il titolo restituisce giocando. Anche perché pure il comparto sonoro non è di quelli memorabili, con 59 tracce audio abbastanza orecchiabili ma con cori spesso anonimi e soprattutto col commento in italiano poco espressivo e a tratti quasi fastidioso, tanto da indurre a disattivarlo il prima possibile.
Online, che mi combini... Un altro tasto "caldo" è rappresentato dall'online, comparto che può decretare o meno la longevità di un titolo che arriva nei negozi a cadenza annuale. Purtroppo le notizie sono tutte negative, e PES 2008 propone solo due opzioni di gioco, ovvero quella della partita classificata e quella dell'amichevole. Vincendo nel primo caso si ottiene un punteggio che serve per scalare le divisioni presenti (sono cinque in tutto) mentre completa è la parte dedicata alle statistiche e alla personalizzazione dei parametri della partita. Tutto qui però, non c'è una lobby generale per organizzarsi, non si possono contattare gli amici direttamente (se non con lo stratagemma di usare la Dashboard nel caso della versione per Xbox 360), non c'è la possibilità di organizzare tornei o competizioni specifiche. Se il gioco funzionasse bene si potrebbe anche relativamente soprassedere, ma purtroppo le maggiori critiche sono da puntare proprio verso il gioco online vero e proprio, afflitto su tutte le versioni da momenti di pesante lag nei quali il pallone e i giocatori spariscono letteralmente per apparire qualche metro più avanti, rendendo l'esperienza di gioco molto lontana ad esempio da un multiplayer offline. Konami è a conoscenza di questi problemi e sembra stia lavorando alacremente per una patch, ma allo stato attuale giocare online con PES 2008 non è certo un piacere per il giocatore.